Ufficio Postale in piazza Bologna

Mario Ridolfi, Mario Fagiolo

Piazza Bologna, 39, Roma, 00162 RM, Italia, 1933-1935


La costruzione del Palazzo delle poste a Piazza Bologna avviene negli anni trenta a Roma. In questo periodo il governo fascista decide di adottare una politica autarchica nella speranza sia di portare il paese ad un’autosufficienza economica sia di troncare qualsiasi rapporto commerciale con gli altri paesi europei. Una volta divenuta “indipendente” dai mercati esteri, l’Italia, per potenziare il sistema economico, inizia a sfruttare le proprie risorse interne. Lo stato si fa “imprenditore”, favorendo una  “Modernizzazione nazionale” soprattutto attraverso il settore edile. Con l’uso del marmo, poi, come rivestimento lapideo della struttura, si attua una ricerca oltre che economica, estetica, che porti all’architettura un valore neutro e smaterializzato. Il marmo diventa il materiale per eccellenza del razionalismo italiano per esaltare le funzioni espressive e simboliche delle opere. Come nella facciata principale delle poste di Piazza Bologna.

Il concorso per il Palazzo delle Poste, bandito dal potente ministero delle Comunicazioni nel gennaio 1933, viene vinto dall’architetto Mario Ridolfi. La prima soluzione studiata per il concorso prevedeva la divisione in tre corpi. La parte centrale del progetto comprendeva: l’ingresso, il salone pubblico, la sala dei portalettere al retro e la sala apparati telegrafici al primo piano. Due corpi laterali erano destinati, al piano terra, ai servizi; due scale accedevano ai due piani superiori adibiti ad uffici. La struttura doveva evidenziare, secondo il bando, una facciata simmetrica verso la piazza. Il progetto vincitore presentato nel maggio 1933 da Ridolfi rispettava le richieste del bando: suddivisione in tre parti caratterizzate da tre volumi, una facciata simmetrica verso la piazza, il volume centrale accentuato e più alto. Ma l’insieme viene sostanzialmente modificato nell’ottobre 1933 da Mario Ridolfi stesso. Il progetto finale è una struttura molto più compatta dove tutte e tre le parti vengono accorpate.

L’edificio, quindi, presenta una continuità della superficie che si interrompe solamente nelle parti centrali, sul prospetto principale e sul retro; l’involucro diventa una parete senza spigoli con una forma di doppia curvatura. Gli elementi che caratterizzano il prospetto frontale sono la scalinata centrale e la pensilina dell’ingresso; sul retro troviamo la presenza di una parete curtainwall e due cilindri di vetrocemento che coprono due scalinate.

Nell’adottare la soluzione di curtain wall, un elemento nuovo nell’architettura razionalista italiana in cui si scopre l’ossatura portante, vediamo come Ridolfi cerca di unire tradizione e modernità tramite la tensione dei materiali: un contrasto tra due opposti, lo scheletro portante e la tamponatura. “L’ibridazione di muratura e telaio diviene il tema centrale nella sperimentazione dei giovani architetti italiani”. Egli risolve il fronte della piazza nascondendo il telaio con la muratura e modernizza il retro mettendo a nudo i pilastri in falso.

Nella disposizione della pianta a piano terra la parte centrale è suddivisa in due campate: appena entrati troviamo una piccola campata di larghezza di 2.80 m destinata a sala scrittura; quindi la campata maggiore con il salone pubblico e gli sportelli. Ridolfi disegnò l’abaco completo dei pezzi d’arredo di ogni campata e attraverso la strutturazione degli interni esaltò la funzionalità degli spazi. Uno studio particolare ha riguardato il rivestimento del controsoffitto, una copertura di legno che crea una superficie opaca e si curva in fondo al salone.

La ricerca di Ridolfi di integrare volume, spazio interno ed arredi è qui potenziata, anche attraverso il rivestimento di legno degli sportelli, gli arredi della sala di lettere e altri abachi nelle scale. Le due scale a chiocciola che si trovano nelle parti laterali sono illuminate da pareti di vetrocemento. Le due scale sul retro, differenti per dimensioni e per orientamento, corrispondono in facciata a due fasce simmetriche, le pareti di vetrocemento.

Autore Scheda
lorenzo

Autori Secondari
Federico Passi
Revisori
Donatella Scatena
Fabio Balducci
Dettagli del progetto
Stato dell'opera

Originale

Funzione

Uffici postali

Tags

mario fagiolo, mario ridolfi, poste, razionalismo, roma, targhe d'autore, wolfgang frankl

Categoria di intervento

Cronologia

1931-1932 si avvia il concorso per i progetti dei quattro palazzi delle poste a Roma.
Maggio 1932 il primo premio fu vinto dall'architetto Mario Ridolfi.
Giugno 1933 M. Ridolfi cambiò il primo progetto e presentò progetto finale.
Agosto 1933 viene firmato dall'Amministrazione il progetto finale.
Ottobre 1933 fu aperto il cantiere a piazza Bologna.
Luglio 1934 ci furono i cambiamenti dei rivestimenti, M.Ridolfi presentò i disegni dell'abaco delle liste dei rivestimenti.
28 Ottobre 1935 ci fu inaugurazione del Palazzo delle Poste a piazza Bologna

Figure professionali coinvolte

PROGETTISTA
Mario Ridolfi (Roma 1904- Marmore 1984)
Collabora al primo progetto presentato al concorso nel 1932 con Mario Fagiolo, che abbandonò la carriera d'architetto.
All'esecuzione del progetto finale collabora l'architetto tedesco Wolfgang Frankl.

Committenza

La costruzione del palazzo postale è fortemente lanciata dal Ministro delle Comunicazioni Costanzo Ciano sotto il governo fascista. L'obbiettivo era di potenziare le costruzioni degli edifici destinati ai servizi pubblici e comunicazioni. Quindi rispecchia le decisioni del regime fascista in funzione dello sviluppo dell'Urbe, che fa parte del piano di Mussolini di “Modernizzare Roma”.

Imprese costruttrici

Ditta Speroni

ROSSI, Piero Ostilio. Roma. Guida all'architettura moderna 1909-2011. Roma: Laterza, 2012, ISBN 9788842099178.

CELLINI, Francesco. Le architetture di Ridolfi e Frankl. Milano: Electa, 2005, ISBN 8837032919.

CIUCCI, Giorgio, Giorgio MURATORE. Storia dell'architettura Italiana del primo 900. Roma: Electa, 2004, ISBN 8843548972.

DAL FALCO, Federica. Stili del Razionalismo. Roma: Gangemi Editore, 2002, ISBN 9788849203431.

MERCURIO, Gianni, Giuseppe STRAPPA, Luigi PRISCO (a cura di). Architettura moderna a Roma e nel Lazio 1920-1945. Roma: Edilstampa, 1996.

BELLINI, Federico. Mario Ridolfi. Roma-Bari: Laterza, 1993, ISBN 9788842042976.

ACCASTO, Gianni, Vanna FRATICELLI, Renato NICOLINI. L’Architettura di Roma capitale 1870-1970. Roma: Golem, 1971.

VALERIANI, Enrico. Mario Ridolfi architetto o dell’affabulazione. In: Controspazio. 2005, n. 114, p. 2-7.

BELLINI, Federico. Ridolfi e l'architettura in Italia negli anni trenta In: Mario Ridolfi architetto 1904-2004. a cura di Renato NICOLINI. Electa, 2005, ISBN 8837040571. .

PORETTI, Sergio. Il palazzo e le torri: il modo di costruire di Ridolfi tra espressionismo e realismo In: Mario Ridolfi architetto 1904-2004. a cura di Renato NICOLINI. Electa, 2005, ISBN 8837040571. .

RENDINA, Claudio, Donatella PARADISI. In: Le strade di Roma. Newton Compton Editori, 2004, p. A-D, 1, .

MONTI, Guglielmo. Città e monumento In: Mario Ridolfi: le architetture. a cura di Maria Clara GHIA. Gangemi, 2004, p. Controspazio, 111-112, ISBN 9788849207316. .

PORETTI, Sergio. Progetti e costruzioni dei Palazzi delle Poste a Roma 1933-1935 In: Il modo di costruire. Edilstampa, 1990, .