Scuola elementare “Alberto Cadlolo”

Vincenzo Fasolo

via della Rondinella, 2, Roma, 1923-1925


CONTESTO, TIPO INSEDIATIVO E TIPO EDILIZIO

L’edificio si trova in prossimità del tridente di ponte S. Angelo, in una parte di città dalla molteplice stratificazione urbana. Due grandi isolati furono ridisegnati dal Piano Regolatore del 1909 sul lungotevere a sostituire le demolizioni del tessuto medievale tra via della Rondinella e via di Panico, impostati sulla nuova quota stradale realizzata con i muraglioni: alla scuola viene destinato il lotto posto verso piazza S. Salvatore in Lauro.

La complessità del contesto propone diversi ruoli urbani all’edificio: l’affaccio su una nuova e importante arteria urbana, allora viale alberato, quasi un parco proprio di fronte alla mole di Castel S. Angelo; la conclusione della via Tor di Nona rimasta a una quota più bassa; l’aprirsi su un angolo verso piazza S. Salvatore in Lauro e sull’altro verso piazza dei Coronari, collegate da via Vecchiarelli; il rapportarsi su quest’ultima con il prospetto fitto e leggermente curvato delle case.

A questi temi l’edificio si rapporta, a partire da una planimetria a blocco con una corte centrale, insediandosi non come un volume compatto che segue la forma del lotto ma come un incastro articolato di volumi diversi, che attraverso differenti altezze e forme, con maggiori e minori aperture, costruisce in modo particolare le relazioni con le aree circostanti.

Nell’articolazione “pittoresca” si distinguono i corpi lineari delle aule, esposte a sud e affacciate quindi verso il cortile e verso via Vecchiarelli; questi sono richiusi da un lato dalla palestra, un volume allungato con una parete curva verso la strada e una serie di uscite sul cortile, dall’altro dal sistema dell’atrio e delle scale che compongono l’articolato arretramento dell’edificio sull’angolo. A questo corrispondono posteriormente due aule che richiudono con regolarità l’invaso del cortile, che risente dell’andamento diagonale dell’angolo solo attraverso il breve smusso della parete del corpo scala. Verso il fiume il corpo delle aule al piano rialzato diventa doppio e il corridoio centrale distribuisce anche le aule speciali verso il lungotevere. Su via Vecchiarelli la serie delle aule è richiusa ai due estremi attraverso ambienti posti trasversalmente.

 

QUALITA’ ARCHITETTONICHE, URBANE, AMBIENTALI

La scuola “Cadlolo”, progettata da Fasolo nell’ufficio tecnico del Ministero della Pubblica Istruzione, è uno degli esempi più significativi di un modo di realizzare le scuole del periodo: la disinvoltura nell’attingere ai linguaggi dell’architettura storica convive con la ricerca su come dare forma e espressione ai nuovi edifici scolastici, che in questo periodo precisano la propria specifica tipologia accogliendo palestre, mense e altre attrezzature, occasione tra l‟altro per le prime esperienze di utilizzo del cemento armato nelle scuole romane.

Nella diversificazione dei volumi e degli elementi architettonici che compongono l’esterno dell’edificio si ritrovano motivazioni legate alla costruzione dello spazio urbano, alla migliore esposizione e a una certa riconoscibilità degli spazi contenuti all’interno. L’articolazione dei volumi e la presenza dell’ingresso principale posto sull’angolo fanno pensare alla volontà di realizzare uno spazio pubblico verso la via Tor di Nona. Qui i volumi di ingresso, con il portico, la torre delle scale e l’angolo curvo collegato all’altro corpo scala, si appoggiano al corpo delle aule che si allunga verso piazza San Salvatore in Lauro. I due opposti fronti urbani trovano due opposte soluzioni. Sul lungotevere è difficile parlare di facciata, trattandosi in effetti di un insieme di volumi di diverse altezze, portici, loggiati, tetti e altane che sembra voler continuare il prospetto delle case medievali, concentrando tutti gli spazi semiaperti, i grandi affacci e i terrazzi verso il fiume. Su via Vecchiarelli invece un prospetto lungo, regolare e simmetrico si affaccia sulla strada stretta opponendosi al prospetto frammentato delle case, cercando forse di orientare la prospettiva verso San Salvatore in Lauro. Il cortile chiuso su tre lati dagli alti corpi di fabbrica delle aule, è comunque soleggiato essendo il lato a ovest chiuso dal volume basso della palestra. Questo si protende all’esterno con una facciata curva quasi a far sentire la spinta del vuoto del cortile.

(scheda realizzata dal contributo di Gabriella Marucci)

Autore Scheda
osmar
Dettagli del progetto
Stato dell'opera

Originale

Funzione

Istruzione e ricerca, Scuole, istituti

Tags

scuole, vincenzo fasolo

Categoria di intervento

Scheda dell'opera
Fonte
Cronologia

- 1921 29 novembre: primo appalto per la
realizzazione delle opere di fondazione
- 1923 5 dicembre: secondo appalto per la
elevazione
- 1923 19 dicembre: inizio lavori
- 1925 14 settembre: fine della costruzione
- 1926 1 giugno: verbale di consegna
dell‟edificio
- 1929 8 agosto: abitabilità
- 1976 atto di notifica del vincolo al “restauro
secondo la normativa di PRG” ai sensi
della L. 1150/42, art. 16 e 18, della L.
765/67 e della delib. della Giunta
Regionale Lazio n° 870 del 17.4.1974
- 1977 rifacimento dell‟impianto antifulmine
- 2003 adeguamenti funzionali: passaggio
soprelevato nella palestra e
sistemazione di aule per il “progetto
ponte”

Imprese costruttrici

opere di fondazione: Unione Consorziale
delle Cooperative Edilizie Romane
elevazione: ing. Romeo Cametti

Casalini, Mario. Le scuole di Roma. Roma: Istituto editoriale di monografie illustrate di aziende, 1932.

AA.VV. (a cura di). Cantieri romani del novecento. Maestranze, materiali, imprese, architetti nei primi anni del cemento armato. a cura di Giorgio Muratore. Roma: Archivio Guido Izzi Editore, 1995, ISBN 9788885760523.

Morpurgo, Vittorio Ballio . Gli edifici scolastici e la Minerva. In: Architettura e Arti Decorative. 1921, n. 4, .

Venturi, Ghino. I nuovi edifici scolastici del municipio di Roma. In: Architettura e Arti Decorative. 1923-24, n. 12, .