Ponte della Scienza

APsT

Ponte della Scienza, Roma, Italia, 2000-


Il ponte, a destinazione ciclo-pedonale, è realizzato in cemento armato e acciaio COR-TEN. Misura 142 m x 10 di larghezza ed è composto da tre elementi: due stampelle d’appoggio lungo gli argini e una travata centrale su funi sospese. Collega i quartieri sulla riva destra, Ostiense e Testaccio, con la riva sinistra, lungotevere V. Gassman – quartiere Marconi e congiunge alla quota del fiume la pista ciclabile che va dall’Eur verso Castel Giubileo. I due sbalzi si presentano in modo asimmetrico: la stampella in Riva Gassman è in acciaio ed ha una lunghezza di 63 m (di cui 30 protési a sbalzo sull’alveo fluviale) ed un’ altezza di 8.2 m, mentre la stampella in Riva Ostiense è in cemento armato precompresso e una lunghezza di 42 m (di cui 15 a sbalzo) per 5.8 m di altezza. Dall’estremità dei triangoli delle stampelle c’è una riduzione della distanza fra le due rive a soli 36 m sulla quale sono tese le funi in fibra di carbonio, su cui poggia una soletta e la travata centrale in cemento precompresso, ad altezza 15 m. Le stampelle sono state realizzate a sbalzo ponendo conci successivi in opera, mentre la travata centrale è stata realizzata a piè d’opera e successivamente fatta scorrere in posizione sulle funi centrali. La travata centrale è stata in un secondo momento integrata, attraverso la soletta, alle stampelle laterali, per resistere in modo adeguato alle azioni orizzontali del vento. Le strutture di fondazione, in risposta alle scarse caratteristiche meccaniche del terreno sulle sponde del Tevere, sono costituite da paratie di dimensioni 120x240x240 cm, che si intestano a 40 m di profondità, atte ad assorbire le elevate forze di taglio prodotte.

Il ponte, che rappresenta un progetto importante nell’ambito della sostenibilità ambientale, è stato pensato come una terrazza sul fiume, destinata non solo alla circolazione ciclo-pedonale ma anche ad attività collettive e allestimenti, finalità che ne giustifica la maggiore larghezza rispetto a ponti pedonali tradizionali. Il cemento battuto riveste l’estradosso nelle parti destinate alla corsia ciclabile mentre il legno di tek riveste quelle attrezzate, con panchine, per la passerella pedonale. I parapetti in acciaio sono dotati di illuminazione al neon posta sotto i corrimano. L’alloggiamento degli impianti cammina per tutta la lunghezza del ponte sul lato opposto della corsia pedonale.

Autore Scheda
giovanna
Revisori
Maria Teresa Cutrì
Alberto Coppo
Dettagli del progetto
Stato dell'opera

Originale

Funzione

Ponti e percorsi pedonali

Tags

acciaio, apst, gianluca andreoletti, maximiliano pintore, ostiense, ponte pedonale, roma, stefano tonucci, testaccio

Categoria di intervento

Prospetti e piante
© APsT
Rampa-cordonata
© APsT
Dettagli costruttivi
© APsT
Cronologia

I lavori iniziano nel 2008, il cantiere è ancora aperto per l'ultimazione delle opere di completamento sulle sponde del Tevere.
Il committente è stato il Comune di Roma, Concorso internazionale di progettazione “Due ponti pedonali sul Tevere”.
Nel 2000 il gruppo APsT Architettura – Roma, con capogruppo Arch. Gianluca Andreoletti, Arch. Maximiliano Pintore e Arch. Stefano Tonucci, con Soc. Ingegneria E.D.IN. Srl e Prof. Ing. Giorgio Monti, vince il concorso.

Figure professionali coinvolte

gruppo APsT Architettura – Roma, con capogruppo Arch. Gianluca Andreoletti, Arch. Maximiliano Pintore e Arch. Stefano Tonucci, con Soc. Ingegneria E.D.IN. Srl e Prof. Ing. Giorgio Monti

Budget dell'opera

€ 5.300.000,00

ROSSI, Piero Ostilio. Roma. Guida all'architettura moderna 1909-2011. Roma: Laterza, 2012.