Ospedale San Camillo

Emanuele Caniggia

Via Circonvallazione Gianicolense, 87, Roma, 00152 RM, Italia, 1928-1929


Emanuele Caniggia si forma da architetto all’istituto di Belle Arti di Roma e poi a Valle Giulia. Si specializza in edilizia ospedaliera, cominciando nel 1927 con il progetto e la direzione dei lavori dell’ Ospedale Civile di Ragusa, proseguendo poi, tra il 1928 e il 1929, con l’opera sua forse più importante, ossia con la progettazione e direzione lavori dell’Ospedale di San Camillo (allora del Littorio) in Roma, per 1.200 posti letto. 
L’ospedale è composto da un insieme di edifici disposto secondo la tipologia a padiglioni, allora utilizzata a Roma solo nell’Ospedale Umberto I, e si estende su un’area di ben 40 ettari con un ampio parco e con piante secolari: la ex-vigna di San Carlo a Monteverde, 60 metri sul livello del mare, aperto alle brezze del litorale, ricco d’acqua, ma soprattutto ceduto a buon prezzo dal Vaticano. 
L’ingresso principale all’Istituto si apre su viale Gianicolense con tre cancelli, affiancati da inferriate su pilastroni disegnati dallo stesso architetto. Il primo edificio che si incontra è il Padiglione amministrativo, posto in posizione prominente e rappresentativo dell’intero complesso. L’edificio è impostato su un rigoroso asse di simmetria centrale, con un portico a tre fornici prospiciente l’edificio che introduce all’atrio principale, recentemente restaurato. Qui le superfici son decorate con dipinti che ricordano la vittoria fascista, con due grandi lastre marmoree che raffigurano il Duce, e intonaci dai colori brillanti.
Il prospetto si compone di un lungo corpo centrale concluso da due torri che sovrastano il resto dell’edificio, contenenti i collegamenti verticali, e un corpo arretrato con due ali laterali. Questo edificio è anche il più ricco di decorazioni dell’intero complesso: il bugnato del piano terra, il marcapiano che rigira gli spigoli, cornici decorate e ovali segnati sui corpi più avanzati ne sottolineano l’importanza gerarchica. 
Il resto del complesso ospedaliero si compone di numerosi edifici dalla pianta simile, disposti nel parco secondo una rete regolare. Ogni padiglione comprendeva un Dipartimento differente, ma oggi, con lo sviluppo delle Scienze mediche, è stato necessario più spazio: la Piastra, edificio concluso nel 2002 su tre piani di cui uno sotterraneo, comprende al suo interno il nuovo reparto chirurgico, centinaia di nuove stanze di degenza e l’estensione degli uffici amministrativi.

Autore Scheda
Ran
Revisori
Alberto Coppo
Redazione ArchiDiAP
Dettagli del progetto
Stato dell'opera

Originale

Funzione

Ospedali, cliniche prvate

Tags

emanuele caniggia, fascismo, ospedale, ROMA 500 Architetture, san camillo

Categoria di intervento

Cronologia

-1903: l'idea di un nuovo Ospedale polivalente per i romani venne al sindaco Ernesto Nathan che, alla fine dell'800, fece predisporre un primo progetto, rimasto però sulla carta.
-28 aprile 1919: si riparlò del progetto subito dopo la guerra, partendo dal nome: Ospedale della Vittoria. Un po' per la complessità dell'impresa, un po' per la mancanza di fondi, il cantiere ben presto chiuse i battenti.
-15 settembre 1927: L'Ospedale riaprì sotto la spinta della grave epidemia di influenza spagnola che colpì con durezza la popolazione romana.
-28 ottobre 1929: Il nosocomio fu inaugurato con il nome di Ospedale del Littorio, per divenire poi, all'inizio del secondo dopoguerra, Ospedale Ernesto Nathan.
-1945: L'Ospedale venne intitolato a San Camillo de Lellis, in memoria del protettore della Sanità militare e fondatore dell'Ordine religioso dedito all'assistenza agli infermi. La gestione fu affidata al Pio Istituto -Ospedali Riuniti di Roma.
-Fine anni ‘50: furono eseguiti i primi lavori di ammodernamento e di ampliamento della struttura: nacquero la Cardiologia, la Pediatria e la Traumatologia.
-1962-69: Accompagnando i progressi della ricerca scientifica, facendosi carico di una domanda di servizi sanitari cresciuta nel tempo, il San Camillo è il primo ospedale di Roma ad avere una rianimazione e il primo per la cardiochirurgia con un'unità coronaria attiva sul finire degli anni '60; e via via si è dotato delle risorse medico-scientifiche e delle infrastrutture necessarie per affrontare pressoché l'intero ventaglio delle patologie. Negli ultimi decenni ha subito numerose modifiche sotto il profilo giuridico fino alla configurazione attuale come Azienda Ospedaliera San Camillo -Forlanini.
-2002: E’ stata inaugurata una nuova Piastra Tecnologica con 270 posti letto, il DEA di II livello, 10 camere operatorie, un Poliambulatorio e Servizi Diagnostici di alta tecnologia.

REGAZZONI CANIGGIA, Adelaide. Emanuele Caniggia 1891-1986. Roma: Edizioni Dedalo, 1995.

REGAZZONI CANIGGIA, Adelaide,, Gianfranco CANIGGIA. L'Ospedale di S. Camillo, un'opera di Emanuele Caniggia. Roma: P.O. Rossi, 1991.

MURATORE, Giorgio, Alessandra CAPUANO, Francesco GAROFALO, et al.. Italia: Gli ultimi trent'anni. Bologna: Zanichelli Edizioni, 1988.

BIZZOTTO, Renata, Luisa CHIUMENTI, Alessandra MUNTONI. 50 anni di professione, Ordine degli Architetti di Roma. Roma: Kappa edizioni, 1983.