House N

Sou Fujimoto

Ōita, Ōita Prefecture, Japan, 2006-2008


House N è un’abitazione monofamiliare realizzata tra il 2006 e il 2008 dall’architetto giapponese Sou Fujimoto (Hokkaido, 1971) per una coppia che vive con un cane.

L’edificio sorge nella città nipponica di Ōita, all’interno di un tessuto tradizionale costituito da edifici a due piani realizzati in legno e con tetti rivestiti di tegole.

L’abitazione, costruita in cemento armato, si presenta come un volume puro, forato nella copertura e nelle murature perimetrali; internamente è costituito da tre scatole che si inseriscono l’una dentro l’altra, generando una serie di spazi interstiziali con diversi gradi di privacy.

Lo spazio tra il primo e il secondo volume ospita la cucina e il bagno, coperti da vetrate, e il giardino, esposto agli elementi naturali e alla luce solare grazie alle grandi aperture presenti nell’involucro più esterno. Questo luogo è un momento di transizione tra la città e lo spazio privato della residenza, un territorio in cui si ricuce il rapporto tra uomo e natura, reminiscenza dell’engawa, una veranda coperta ma aperta, che ha un ruolo importante nelle case tradizionali giapponesi.

Tra la seconda e la terza scatola si sviluppa uno spazio circolare che accoglie l’ingresso, una zona notte e un’area con i tatami dedicata agli ospiti. Anche la seconda scatola è costituita da grandi aperture, tuttavia in questo caso i fori del volume sono vetrati e delimitano fisicamente uno spazio interno da uno esterno aumentando il livello di privacy.

La terza scatola, ospita la zona soggiorno e la zona pranzo e le ampie aperture dell’involucro ritornano a non avere infissi, permettendo un legame diretto con il giardino, la strada e il cielo.

L’intenzione è quella di realizzare un’architettura che non riguardasse lo spazio o la forma dell’edificio, ma che esaltasse le qualità di quello che c’è tra la casa e la strada. Descrivendo questo progetto Fujimoto spiega le sue riflessioni riguardo il rapporto che intercorre tra la città e l’architettura. Egli ritiene superata l’idea per cui un muro perimetrale sia lo strumento di divisione tra la strada e l’edificio; il recinto diventa virtuale, una sfumatura che attraverso diversi livelli di prossimità connette lo spazio esterno con quello interno. Il quartiere, la città, il mondo intero, sono costituiti da diverse gradazioni di intimità, Fujimoto ha immaginato che la struttura urbana e la casa non fossero diverse l’una dall’altra, ma al contrario sono due approcci differenti a un continuum di un singolo oggetto che è lo spazio primordiale in cui vive l’uomo, una superficie continua in cui alcuni elementi permettono di delineare, attraverso recinti virtuali e reali, degli spazi specifici rispetto a quello unico che è il nostro pianeta. Immaginando di tornare alle origini dell’umanità, la terra, la foresta e la casa non erano spazi separati l’uno dall’altro, l’uomo abitava le caverne e attraversava le foreste; Fujimoto vuole ricercare questo continuum all’interno dei suoi edifici, luoghi che siano al tempo stesso una casa, una città e una foresta.

Un piccolo pianeta Terra, un’architettura che sia contemporaneamente la più primitiva e la più futuristica.

Autore Scheda
Marco Sorrentino
Revisori
Francesco Polidori
Dettagli del progetto
Stato dell'opera

Originale

Funzione

Residenze unifamiliari, ville

Tags

recinto, residenza, scatola

Categoria di intervento

ex novo


Cronologia

Periodo di progettazione: 2006 – 2007
Anno completamento lavori: 2008

Figure professionali coinvolte

Progettazione: Sou Fujimoto Architects
Strutture: Jun Sato Structural Engineer

Committenza

Coppia con cane

Fujimoto, Sou. Primitive Future. LIXIL Publishing, 2014, ISBN 4864803064.

Fujimoto, Sou. Architecture Works 1995-2015. Toto, 2015, ISBN 978-4887063495.

AA.VV.. N.50 Sou Fujimoto. In: 2G Magazine. 2009, n. 50, . ISSN 978-84-25222-93-1.

AA.VV.. Sou Fujimoto 2003-2010. In: El Croquis. 2010, n. 151, . ISSN 9788488386156.