Diana, Princess of Wales Memorial Fountain

Gustafson Porter + Bowman

W Carriage Dr, London W2 2UH, Regno Unito, 2002-2004


Progettata dallo studio Gustafson Porter + Bowman, la Diana, Princess of Wales Memorial Fountain è stata inaugurata nel 2004 alla presenza della regina Elisabetta II. L’opera è situata nel cuore di Hyde Park che, insieme ad altri otto tra i più grandi spazi aperti di Londra, è di proprietà della Corona ed è gestito dal Secretary of State for Digital, Culture, Media and Sport.

La fontana-memoriale è un unico grande oggetto in granito bianco di Cornovaglia che, con la sua forma di ovale schiacciato, asseconda la topografia del prato su cui insiste.
Nel punto più alto, sfruttando la leggera pendenza, sgorgano circa 100 litri d’acqua al secondo che scorrono ad est e ad ovest fino ad arrivare più a sud nel bacino di acqua ferma.
A seconda dell’articolazione del fondo della fontana l’acqua assume diverse forme, scorre a diverse velocità, produce diversi suoni e, addirittura, è definita con nomi diversi: (ad est) ‘Swoosh’, ‘Stepped Cascade’, ‘Rock and Roll’; (ad ovest) ‘Mountain Stream’, ‘Bubbles’, ‘Chaddar Cascade’.

Il concept da cui prende forma l’intero progetto è legato a due dei tratti distintivi della figura di Diana, inclusività e accessibilità, sintetizzati nel motto ‘reaching out – letting in’ / ‘tendere la mano – lasciar entrare’.

L’iter progettuale dell’opera è stato decisamente articolato e complesso: inizialmente modelli in gesso e in argilla sono serviti per elaborare le forme di base, poi un tentativo di modellazione in Rhino ha dimostrato ben presto i suoi limiti, infine la scelta di utilizzare la tecnica del taglio a controllo numerico per realizzare i blocchi che compongono il fondo della fontana (545 file di modelli digitali, per altrettanti blocchi).
Diverse competenze tecniche, poi, sono state necessarie per gestire il processo costruttivo: paesaggisti, specialisti di modellistica informatica, ingegneri, esperti di idraulica e mastri scalpellini hanno lavorato insieme in tutte le fasi, dal modello digitale ispirato a tessuti e a materiali naturali; al taglio della pietra e alla sua lavorazione; alla posa in opera dei blocchi. Una combinazione, dunque, di tecniche contemporanee e tradizionali, di abili artigiani e tecniche di produzione all’avanguardia.

È interessante sottolineare come la tipologia del memoriale sia stata declinata da Gustafson Porter + Bowman in una forma piuttosto inusuale. Non si tratta, infatti, di uno spazio intimo dedicato al ricordo, alla riflessione ed alla commemorazione, ma al contrario di uno spazio pubblico vitale e animato.
Un memoriale che funziona come un playground, uno spazio che fornisce una sollecitazione non autoritaria all’interazione. Elementi come l’acqua, in tutte le sue forme ed i suoi comportamenti, e come la presenza di un recinto, che invita a prendere posizione, a scegliere se stare dentro o fuori, funzionano come veri e propri dispositivi ludici.

In questo senso, si noti che a tre anni dalla scomparsa di Lady D, nel 2000, sono stati inaugurati altri due memoriali sui generis:
– un playground ispirato alle fantastiche storie di Peter Pan, il Diana Memorial Playground all’interno dei Kensigton Gardens,
– una passeggiata commemorativa lunga circa sette miglia, la Diana Princess of Wales Memorial Walk, segnata a terra da 90 placche, che lambisce una serie di luoghi associati alla vita della Principessa (Kensington Palace, Buckingham Palace, Clarence House e St James’s Palace tra gli altri).

Autore Scheda
giuliamarino
Revisori
Francesco Polidori
Dettagli del progetto
Stato dell'opera

Originale

Funzione

Monumenti, Parchi, verde pubblico

Tags

memoriale, recinto

Categoria di intervento

ex novo


Diana, Princess of Wales Memorial Fountain - SCHEDA
Fonte
Cronologia

estate 2002: lo studio Gustafson Porter + Bowman vince il concorso
6 luglio 2004: l’opera è stata inaugurata

Figure professionali coinvolte

- Ingegneri: Arup (Ian Carradice, Nick Jeffries, David Short, Borbala Trifunovics)
- Project Manager: Bucknall Austin
- Appaltatore principale: Geoffrey Osborne Ltd
- Subappaltatore per la fontana: Ocmis
- Appaltatore progetto di paesaggio: Willerby Landscapes; Stone Layers
- Artigiani della pietra: S McConnell and Sons
- Stone Texturing: Barron Gould (Texxus)
- Modellazione superfici: Surface Development Engineering Ltd
- Specialista dei suoli: Soil and Land Consultants
- Specialista idraulica: Professor David Hardwick
- Artista: Shelagh Wakely

Committenza

Department for Culture, Media and Sport (DCMS) + The Royal Parks

. Moving Horizons: The Landscape Architecture of Kathryn Gustafson and Partners. Birkhäuser-Publishers for Architecture, 2005.

. Reclaiming Terrain. In: Lotus. 2006, n. 128, .

. Silent cities. In: Landscape, the journal of the Landscape Institute. 2007, n. 09.07, .

Walliss, Jillian, Heike Rahmann. In: Landscape Architecture and Digital Technologies: Re-conceptualising design and making. Routledge, 2016, .