Casa Baldi

Paolo Portoghesi

Via Sirmione, 19, Roma, 00188 RM, Italia, 1959-1961; 1971 ampliamento


“In realtà nella collina dove sorge Casa Baldi esisteva una cava di tufo, che però era stata chiusa. Mi sono posto il problema di dare una risposta al luogo, caratterizzato sul versante verso il fiume da un’alta spalliera di tufo e dal protagonismo del rudere: i resti di un sepolcro dove si mescolavano parti di tufo rosso, che proveniva dalle cave vicine, e di quello giallo che era invece delle cave di Riano…”  Paolo Portoghesi

Al chilometro 12 dell’antica via Flaminia, ormai fuori dal centro cittadino, la natura torna protagonista del paesaggio, mescolandosi con antiche tracce archeologiche, tra cui un antico sepolcro romano. Sul fianco di una collina tufacea utilizzata come cava, Paolo Portoghesi concepisce a 28 anni una delle sue più interessanti opere giovanili. In questo ambiente suggestivo ha dato corpo, per la prima volta, a quella ricerca dell’anima dei luoghi che non implica semplicemente l’adesione ad un’architettura di matrice organica, ma la volontà di inserire nel progetto architettonico segni e presenze non solo del dato naturale ma anche di quello storico e culturale, della tradizione nel senso più nobile del termine.

Le pareti di questa abitazione, sviluppata su tre livelli, si muovono come si muove la collina, generando superfici concave all’esterno, a cui corrispondono superfici convesse all’interno. Il muro di cinta si compone di blocchi di tufo delle stesse dimensioni di quelli dei ruderi del sepolcro, assemblati con la medesima tecnica tradizionale dell’ “opera a sacco”, mentre per la casa la pietra è stata utilizzata così come usciva dalla cava, in blocchetti di dimensioni regolari impiegati a pieno spessore. Dove la parete è concava i blocchi sono serrati l’uno all’altro, dove è convessa le intercapedini sono state colmate con cunei di tufo giallo di Riano. Le finestre non interrompono il ritmo delle pareti ma si inseriscono nei punti di convergenza dei setti parabolici, facendo fluire la luce all’interno con graduale continuità e al contempo conducendo dolcemente verso l’esterno chi si trova dentro le diverse stanze.

In questa dimora in aperta antitesi con le tendenze architettoniche degli anni Cinquanta e con gli schemi dell’ International style, si possono trovare innumerevoli richiami alla storia dell’architettura italiana ed europea, dall’amato Borromini al geniale Gaudì; Portoghesi rielabora gli insegnamenti dei maestri in un’opera che può essere considerata il fondamento concettuale della sua estetica, come afferma egli stesso dicendo che: “… questo edificio è nato con l’idea di conciliare la ricchezza dell’immaginario con il rigore della razionalità, e in definitiva questo atteggiamento contraddittorio e conflittuale me lo sono portato dietro in tutto il mio itinerario di architetto…”.

Autore Scheda
Davide Marini

Autori Secondari
zaki amiri
Revisori
Donatella Scatena
Redazione ArchiDiAP
Valeria Sansoni
Dettagli del progetto
Stato dell'opera

Originale

Funzione

Residenze unifamiliari, ville

Tags

casa baldi, casa privata, edifici in pietra, labaro, portoghesi

Categoria di intervento

Committenza

Gian Vittorio Baldi

Rossi, Piero Ostilio. Roma: guida all'architettura moderna 1909-2011. Bari: editore Laterza, 2012, ISBN 9788842099178.

Seminario, Gioia. Paolo Portoghesi: l'architettura come riflesso dell'anima. Napoli: Edizioni scientifiche e artistiche, 2009, ISBN 9788895430102.

Gottardo, Francesca. Paolo Portoghesi architetto. Roma: Gangemi, 2008, ISBN 9788849215267.

Di Stefano, Cristina, Scatena Donatella. Paolo Portoghesi architetto. Roma: Diagonale, 1999, ISBN 8882630102.

Portoghesi, Paolo. Le inibizioni dell'architettura moderna. Bari: editore Laterza, 1974.