Il secondo polo universitario di Roma Tor Vergata si sviluppa su un territorio di oltre 500 ettari, individuato nel settore orientale della città, tra la Casilina a nord, la A1 a sud ed il Grande Raccordo Anulare ad ovest, la seconda Università di Roma nell’impianto generale riprende, triplicata, la forma del Circo di Massenzio. Tale forma si configura fisicamente con l’anello pedonale e dalle alberature poste in sequenza compatta, imprimendosi sul terreno lasciando tuttavia leggere l’irregolarità delle preesistenze naturali insieme al principale asse campestre esistente, che viene a trovarsi con andamento obliquo rispetto al Circo. Lungo i suoi bordi si dispongono perpendicolarmente le diverse Facoltà.
La Facoltà di Medicina e Chirurgia insieme al complesso dei servizi di assistenza e cura del Policlinico, ha una particolare collocazione nell’assetto urbano, essa infatti è posta come fondale dell’asse campestre fiancheggiato dalla serie delle altre Facoltà. L’area destinata ad accoglierla si estende tra il Fosso del Cavaliere e il confine dell’area universitaria; sul fianco nord è a contatto con il Policlinico ed il parco archeologico. Il terreno è in leggera pendenza scendendo di circa sei metri dal confine verso il fosso, condizione questa opportunamente sfruttata nell’adagiare gli edifici sul terreno. I collegamenti viari principali avvengono da est tramite le strade interne al nucleo urbanizzato, da cui i mezzi privati raggiungono le aree di sosta e di parcheggio, mentre da ovest, sulla piazza, è l’arrivo del trasporto pubblico.
Chi, da questo lato, arriva alla piazza vede sul fondale il lungo e basso profilo delle aule interrotto dall’emergente corpo dei servizi generali di Facoltà, caratterizzato dalla copertura voltata, e dietro la sequenza parallela delle torri che ospitano le aule di riunione e gli studioli delle sei aree scientifiche.
La Facoltà raccoglie in sé i caratteri planimetrici dell’impianto urbano del campus, come la leggera rotazione del corpo dei servizi generali, rispetto al parallelismo delle corti e delle torri dipartimentali, la perpendicolarità di questi rispetto al corpo lineare delle aule per la didattica, e la naturalezza delle sistemazioni esterne e del fabbricato per il riposo ed il ristoro.
I diversi corpi di fabbrica sono raggruppati in fasce parallele: il fronte lineare delle piccole aule, i semicilindri delle grandi aule a gradoni, i corpi dei seminari e quelli dei laboratori, le torri degli studi, i corpi dei servizi di ricerca, il “cuneo” dei servizi di ristoro. Le fasce costituiscono raggruppamenti di ambienti funzionalmente omogenei, mentre le sequenze di corpi a queste perpendicolari raccolgono gli ambienti relativi a ciascuna delle sei aree didattico-scientifiche. Il sistema dei percorsi interni, a fianco delle aule e sotto le torri dipartimentali, percorre l’intera Facoltà, esso è costituito da un doppio ordine di percorsi o gallerie trasversali, che alimentano i tre percorsi perpendicolari attraversando l’insieme dei nuclei componenti ciascuna area scientifica. L’intero piano seminterrato è destinato ai collegamenti veicolari, ai parcheggi e alle sottocentrali degli impianti; questa semplice trama, tangente a tutti i sistemi di percorso verticale, garantisce (come mostra lo schema grafico) un facile orientamento entro l’intero complesso.
In definitiva le fasce costituiscono raggruppamenti di ambienti funzionalmente omogenei mentre le sequenze dei corpi di fabbrica a queste perpendicolari raccolgono gli ambienti relativi a ciascuna delle sei aree.
Una molteplicità di elementi che, opportunamente correlati fra loro e raggruppati in sottosistemi, costituiscono un paesaggio variato di costruzioni e di spazi vuoti diversamente pavimentati o alberati. Il nucleo dei servizi generali di Facoltà è inserito fra gli edifici delle sei aree scientifiche in posizione quasi baricentrica e tale da interrompere la monotonia delle serie.
La ricca articolazione volumetrica non compromette il rigore del processo industrializzato di costruzione; questo avviene con l’uso di un unico sistema strutturale e tecnologico come quello della prefabbricazione. Alla tecnologia di base sono integrati altri sistemi come quelli previsti per la copertura dei grandi spazi, realizzata in legno lamellare.
Salvo che nei nuclei delle grandi aule, ed in quello dei servizi generali, sono stati adottati corpi di fabbrica semplici, di piccolo spessore in modo da avere facilità nell’illuminazione e nella ventilazione naturali.
Descrizione dei singoli corpi di fabbrica (vedi lo schema)
- I tre fabbricati A, B, C (aule normali e grandi aule) sono settori del fronte della Facoltà affacciato sul piazzale ad ovest, fronte completato dal fabbricato D che si inserisce tra il corpo A e il corpo B. I tre settori sono uguali dal piano terreno alla copertura, mentre differiscono nel piano seminterrato. Ognuno è costituito da un corpo di fabbrica lineare doppio, aule e corridoio, e da un corpo semicilindrico destinato alle grandi aule. Il semicilindro si affianca al corpo lineare lungo il suo piano di sezione che risulta in tal modo tangente al primo percorso trasversale. Nella direttrice perpendicolare alla linea di sutura i due volumi sono bisecati da un asse di simmetria bilaterale. Il corpo lineare si svolge su tre piani fuori terra, mentre l’altro si svolge su due.
La hall centrale è il luogo di convergenza di tutti i percorsi orizzontali e verticali. Essa è lambita dal porticato che percorre tutto il fronte ovest della Facoltà e congiunge quindi i tre nuclei fra loro e con il nucleo dei servizi generali contenuti nel fabbricato D. Dalla hall, al primo piano, una breve galleria collega le aule con i laboratori didattici e gli spazi per le attività seminariali.
- I fabbricati E, F, G (laboratori didattici, spazi per seminari, laboratori di ricerca, direzioni aree scientifiche, biblioteche dipartimentali, studi per i docenti, parcheggi coperti) sono collegati rispettivamente con A, B, C da una galleria vetrata pensile; tre collegamenti mettono in relazione l’insieme delle aule destinate all’insegnamento teorico con i laboratori didattici ed i seminari delle sei aree scientifiche. Ogni collegamento serve dunque due aree che a partire da questo punto di contatto si svolgono poi indipendentemente.
Il settore dei seminari, un corpo di fabbrica doppio, è rivolto a ponente, i due contigui sono perpendicolari, su corpo triplo, ed hanno i laboratori rivolti a sud e i servizi a nord.
Il secondo percorso trasversale, la galleria dorsale al primo piano lambisce i sei nuclei dipartimentali ove hanno sede le direzioni scientifiche ed amministrative. I sei nuclei proseguono in verticale con struttura turriforme ospitando in successione biblioteca, aule di riunione, seminari, studi singoli raccolti in piccole aree tranquille.
- Il fabbricato D (atrio generale, biblioteca di Facoltà, aula magna, presidenza) è inserito tra i fabbricati fra loro paralleli, secondo una direzione leggermente obliqua. Esso infatti ha il suo asse maggiore allineato con l’asse campestre al quale fa da sfondo. Questa leggera rotazione rompe la serialità degli altri fabbricati e fa risaltare la sua presenza di luogo centrale dei servizi più rappresentativi. Esso è costituito da due corpi laterali che bordano l’area centrale più larga destinato dei grandi spazi della hall, della biblioteca e dell’aula magna.
- Il fabbricato H (servizi di supporto alla ricerca) sorge distaccato sul bordo settentrionale dell’area, in una posizione che gli consente di essere servito direttamente dalla strada di circolazione esterna e, dal lato opposto, dal piazzale di parcheggio interno.
Tipologicamente si tratta di un edificio lineare a corpo quintuplo.
- Il fabbricato I (mensa e bar) doveva sorgere isolato nella piazzetta antistante l’aula magna per rafforzare l’idea dell’architettura della Facoltà quale aggregazione di fabbricati, quasi si trattasse di un microcosmo urbano. Il suo volume, fortemente caratterizzato in copertura, doveva riconnettere visivamente il fabbricato H con i fabbricati F e G.
- Il fabbricato L (centrale impianti) è separato dal complesso degli edifici della Facoltà.
Dopo la soluzione progettuale di concorso del 1986, sono state elaborate due versioni che possiamo chiamare A e B. Il progetto della versione B è stato finora realizzato per circa tre quarti, ne è rimasta esclusa, per successivi ampliamenti, una delle tre unità didattico-scientifiche. Rispetto alla versione A, durante l’esecuzione del complesso si è dovuto rinunciare all’assetto della piazzetta orientale, con il corpo di accesso all’aula magna e il “cuneo” dei servizi di ristoro.