E42

G. Pagano, M. Piacentini, L. Piccinato, E. Rossi, L. Vietti

E.U.R., Roma, RM, Italia, 1937-1961


Sulla scia delle precedenti Esposizioni Universali, Giuseppe Bottai, dal 1935 Governatore di Roma in sostituzione del principe Boncompagni Ludovisi, prospettò nel 1935 a Mussolini l’intenzione di organizzare a Roma un’Esposizione Universale. Il grande evento doveva essere una “Olimpiade delle Civiltà”.

Nel ‘36 l’idea cominciò a prendere forma e venne individuato il 1942 quale anno prefissato per lo svolgimento della grande Rassegna Universale di Roma (da qui denominata E42) a celebrazione del XX Anniversario della Marcia su Roma. Nello stesso anno fu istituito l’Ente Autonomo Esposizione Universale di Roma. Venne scelta un’area di circa 400 ha, situata nella zona sud di Roma in prossimità dell’abbazia delle Tre Fontane.

L’ 8 Aprile 1937 i progettisti del Piano dell’Esposizione (Pagano, Piacentini, Piccinato, Muzio, Rossi e Vietti), accompagnati dal Commissario generale Vittorio Cini, esposero il progetto al Duce. Il regista dell’operazione fu Piacentini che, forte dell’esperienza del Piano della Città Universitaria a Roma, mostrò di aver concetti ben definiti in merito all’assetto urbanistico.

Le prime intenzioni progettuali confermarono quanto successivamente si sarebbe concretizzato negli studi preliminari fino alla redazione di quelli definitivi: uno schema dalla matrice tipica dei castra romani con l’inserimento in successione di edifici concepiti come quinte sceniche.

Nella seconda versione del progetto, redatta nel 1938, Piacentini assunse il controllo diretto del progetto, in collaborazione con il Servizio Architettur dell’Ente diretto da Gaetano Minnucci, e relegando Pagano e gli altri a ruoli secondari.

L’ossatura generale del Piano si attestò sulla via Imperiale come cardo massimo, un nuovo asse che avrebbe congiunto Roma al mare, dal significato rappresentativo che svolse il compito di connessione tra la città storica e quella moderna, offrendo una visione simile a quella dei Fori e dei mercati Traianei; sull’asse che congiunge il Palazzo dei Congressi e il Palazzo della Civiltà e del Lavoro come decumano massimo; all’incrocio tra queste due vie si innesta la Piazza Imperiale, ripartita lungo i due assi (con a sinistra la Città della Scienza ed a destra la Città dell’Arte).

Il sistema del cardo e del decumano riconduce all’acropoli di Selinunte e all’agorà di Mileto, la forma pentagonale dell’impianto riprende la pianta di Versailles di Blondel, così come le aree verdi echeggiano Villa Aldobrandini a Frascati. Tuttora il Viale della Civiltà e del Lavoro, che collega il Palazzo dei Congressi al Palazzo della Civiltà Italiana, ricorda il quadro rinascimentale della Città Ideale in chiave razionalista.

La struttura definitiva dell’Esposizione, redatta nel ’39, contemplò significative modifiche nella sistemazione del primo piazzale d’ingresso con l’introduzione delle esedre dei due edifici dell’INA e dell’INPS, nella zona del grande bacino artificiale del Lago e in quella retrostante la sistemazione del giardino delle cascate.

Per la costruzione degli edifici di maggior rilievo furono banditi quattro concorsi, a cui si aggiunse un quinto concorso, quello per la costruzione del Palazzo dell’Acqua e della Luce, che tuttavia rimase incompiuto. I concorsi di progettazione videro la partecipazione dei più importanti architetti italiani del periodo, con accenti linguistici diversi tra loro, ma sempre tendenti alla ricerca di un lessico architettonico complessivo e di uno stile autocelebrativo.

I monumenti dell’EUR testimoniano tuttora quello che fu definito “utopia e scenario del regime”, perché l’E42, per i noti eventi bellici, non ebbe luogo e le strutture permanenti non furono completamente realizzate. Tra queste vanno ricordate: la Porta del Mare di Libera e il Teatro Imperiale di Moretti.

Il 1 Dicembre 1942 Cini, indirizzando una lunga lettera al Duce, chiese di essere sollevato dall’incarico, segnando la fine dell’E42.

La guerra interruppe i lavori e si dovettero attendere gli anni ‘50 perché si ritornasse a discutere del destino del cantiere espositivo, ribattezzato EUR.

Sotto la guida di Testa, Commissario straordinario dell’Ente EUR dal ‘51 al ‘75, furono recuperati e completati gli edifici; l’insediamento venne perciò trasformato in un quartiere per uffici e residenze, sovrastato dai dieci palazzi-monumenti eretti per accogliere e celebrare la prevista Esposizione Universale di Roma.

Autore Scheda
mredoardopugliese

Autori Secondari
Eleonora Castrucci
Daria Cervone
Revisori
Paolo Marcoaldi
Dettagli del progetto
Stato dell'opera

Alterata

Funzione

Quartieri fieristici

Tags

E42 EUR, esposizione universale, Giuseppe Pagano, luigi piccinato, luigi vietti, marcello piacentini, roma, Vittorio Cini

Categoria di intervento

Da E42 a EUR
Fonte
Edifici dell'E42
Fonte
Cronologia

Inizio Lavori: 1937
Interruzione Lavori: 1940, a causa della Seconda Guerra Mondiale
Ripresa Lavori: 1950
Fine Lavori: è d'uso comune identificare la fine dei lavori nel anno 1961, in occasione del cambio dell'acronimo da E42 ad EUR

Figure professionali coinvolte

Vittorio Cini (Commissario Generale)
Progettisti del Piano: Marcello Piacentini, Giuseppe Pagano, Luigi Piccinato, Ettore Rossi, Luigi Vietti, Gaetano Minnucci
Progettisti delle principali opere: Giovanni Guerrini, Ernesto Lapadula, Mario Romano, Adalberto Libera, Giovanni Muzio, Mario Paniconi, Giulio Pediconi, Francesco Fariello, Saverio Muratori, Ludovico Quaroni, Luigi Moretti, Gino Pollini, Mario De Renzi, Arnaldo Foschini, BBPR, Pierluigi Nervi

Committenza

Ente Autonomo Esposizione Universale Roma

Imprese costruttrici

Belisario Costruzioni SpA

Budget dell'opera

Non estimabile

Frampton, Kenneth. Storia dell'architettura moderna. Zanichelli, 2006, ISBN 88-08-13390-7.

Muntoni, Alessandra. Lineamenti di storia dell’architettura contemporanea. Editori Laterza, 2005, ISBN 88-420-7793-3.

Bertilaccio, Carlo. EUR SpA e il Patrimonio di E42 manuale d'uso per edifici e opere. Palombi, 2004, ISBN 88-7621-499-2.

Scattoni, Paolo. L’urbanistica dell’Italia contemporanea. Dall’unità ai giorni nostri. Newton & Compton, 2004, ISBN 88-541-0085-4.

Benevolo, Leonardo. Storia dell’architettura moderna. Editori Laterza, 2003, ISBN 88-420-7111-0.

Mariani, Riccardo. E42 un progetto per l'Ordine Nuovo. Edizioni Comunità, 1987, ISBN 88-245-0395-0.

Calvesi, Maurizio. E42 Utopia e scenario del Regime. Cataloghi Marsilio, 1987, ISBN 88-7693-028-0.

Colombo, Monica. I maestri dell'architettura. Razionalismo. In: Colosseo Quadrato. Hachette fascicoli, 2009, n. -, p. 58-64.